All'interno delle famiglie inserite nel sistema mafioso, inteso come un sistema di potere politico, economico, sociale patologicamente alterato dalle sue fondamenta, il minore assume il duplice ruolo di vittima e di risorsa. L'inserimento dei figli adolescenti nelle dinamiche proprie dell'associazione mafiosa comporta sia a livello personale che sociale gli effetti tipici delle condotte abusanti. A livello istituzionale sono ormai consolidate delle iniziative volte ad individuare una strategia educativo-culturale volta a neutralizzare l'indottrinamento malavitoso dei minorenni. In ambito giudiziario la rete di supporto a favore del minore è resa evidente da una specifica prassi decisionale: alcuni Tribunali per i Minorenni hanno adottato provvedimenti volti ad allontanare i ragazzi dal contesto di provenienza, una volta accertato che, nel caso concreto, il metodo educativo mafioso potesse arrecare pregiudizio allo sviluppo psicofisico del minore.
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