Il reato di maltrattamenti in famiglia si configura ogni qual volta un soggetto maltratti una persona appartenente alla sua famiglia o comunque con lui convivente o una persona sottoposta alla sua autorità o che gli è stata affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura e vigilanza o custodia o per l'esercizio di una professione o di un'arte. Può essere definito "maltrattante" il complesso di atti prevaricatori, vessatori e oppressivi reiterati nel tempo, tali da produrre nella vittima un'apprezzabile sofferenza fisica o morale e tali da pregiudicare il pieno e soddisfacente sviluppo della personalità della stessa. Con l'espressione violenza assistita si intende ogni forma di violenza indiretta nella quale la vittima è spettatrice, suo malgrado, di isolati o ripetuti maltrattamenti perpetrati nei confronti di una figura di riferimento. La violenza assistita costituisce un'aggravante del reato di maltrattamenti in famiglia, (ex. art. 572 c.p.) quando la persona offesa del reato è un minore.
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